Caratteristiche Principali
Insorgenza e fine improvvisa: Il termine "parossistica" indica che l'aritmia inizia e termina in modo brusco, improvviso.
Frequenza elevata: Il battito accelera improvvisamente dai normali 60-100 battiti al minuto fino a 150-200 battiti al minuto o più.
Natura benigna: Si tratta di una condizione benigna che non comporta un rischio per la vita.

Cause E Meccanismi
Esistono principalmente tre forme di TPSV, con tre meccanismi diversi. Il meccanismo più comune è il cosiddetto "rientro", una sorta di corto circuito elettrico dovuto alla presenza di un “filo elettrico” in più nel cuore, presente fin dalla nascita.
Tachicardia da Rientro Nodale Atrio-Ventricolare (AVNRT): ~60% dei casi. È la forma più frequente. Si basa sulla presenza di due vie all'interno del nodo atrio-ventricolare (una via "lenta" e una via "rapida") in cui un battito prematuro può innescare un corto circuito elettrico in cui l'impulso viaggia continuamente tra queste due vie, solitamente con una conduzione lenta verso il basso e veloce verso l'alto (meccanismo slow-fast).
Tachicardia da Rientro Atrio-Ventricolare (AVRT): ~30% dei casi. È causata da una connessione elettrica aggiuntiva presente fin dalla nascita (detta fascio accessorio o fascio di Kent) che collega atri e ventricoli bypassando il normale impianto elettrico cardiaco. In questo corto circuito elettrico il segnale viaggia lungo il sistema di conduzione cardiaco normale e "torna indietro" attraverso la via accessoria (viene chiamata anche sindrome di Wolff-Parkinson-White).
Tachicardia Atriale (AT): ~10% dei casi. È la forma più rara. L’aritmia nasce da un singolo punto (focus) negli atri, diverso dal nodo del seno, che inizia a scaricare impulsi a frequenza molto alta.
Sintomi
Palpitazioni intense (sensazione di "cuore in gola").
Vertigini o senso di stordimento.
Affanno (dispnea).
In rari casi, svenimento (sincope) o dolore toracico.

Diagnosi
La diagnosi presuppone l’esecuzione di un elettrocardiogramma (ECG) in corso di tachicardia. Lo studio elettrofisiologico (esame quest’ultimo da eseguirsi sempre in tutti pazienti con sindrome di Wolff-Parkinson-White per avere una precisa stratificazione del rischio di morte) è necessario per confermare la diagnosi ed evidenziare con certezza il meccanismo alla base della tachicardia.